Le XIXe siècle
(1815 - 1914)

Les Personnages






Camillo Benso CAVOUR 

(Torino , 1810 - Torino , 6 Giugno 1861


Par Marco Baratto






Nasce a Torino nel 1810 da Michele Cavour e Adele de Sellan, il nome gli viene dato in onore del Principe Borghese, marito di Paolina Bonaparte, che aveva tenuto lo aveva tenuta a battesimo. Il padre, apparteneva alla tipica famiglia della nobilità piemontese che integrava le rendite terriere con il servizio allo Stato, le sue simpatie per la massoneria e l'aver prestato servizio nell'amministrazione napoleonica, gli aveva creato forti problemi durante la restaurazione.

Fin da giovane viene considerato un ribelle tanto costringere la famiglia a rinchiuderlo all'accademia militare dall'età di 10 anni.

Ma anche in questo ambiente, il giovane Cavour, dimostra una profonda avversione a tutte le assurdità e all'anacronismo del regolamento interno. Questo comportamento, lo porta ben presto a essere annoverato nella "squadra franca" vale a dire tra quegli studenti che per punizione dovevano, per punizione, rimanere per lunghe ore in silenzio e in ginocchio subendo le vergate di un sergente. 

All'età di quattordici anni, viene nominato "paggio di corte" di Carlo Alberto, ma questa nomina, che normalmente era considerato una delle ambizioni di ogni cadetto dell'accademia, non fa che alimentare, in Cavour, il suo odio nei confronti della cultura reazionaria della corte sabauda, tanto che ebbe l'impudenza di dichiarare apertamente di voler "disfarsi il più presto possibile di quella livrea da gambero", dopo due anni, riesce ugualmente a diplomarsi all'Accademia Militare, ottenendo voti alti in tutti gli esami ad eccezione di quello di italiano, lingua, che gli creerà sempre forti problemi dato che anche nella vita privata si esprimeva in francese o, con i suoi contadini in piemontese.

Nel 1830, viene inviato, quale ufficiale dell'esercito piemontese, a Genova, dove frequenta con assiduità i circoli liberali e, in particolar modo quello della Marchesa Giustiniani, figlia del console di Francia in quella città. In questi ambienti, Cavour, affina la preparazione politica e inizia ad affiorare anche quella visione liberale della società rendendolo ancor più critico nei confronti dello stato piemontese che invece di favorire il cambiamento tendeva a conservare le sue anacronistiche strutture. Simili idee,  non lo facilitano negli ambienti militari, e alla fine dello stesso anno viene posto in congedo.


Agli inzi del 1831, Cavour, rientra in famiglia. Pur di trovagli un impiego in qualche attività che gli permetta anche un sostentamento, che altrimenti la sua situazione di secondogenito non gli sarebbe assicurata, gli viene affidata l'amministrazione di duecento ettari a Grinzane, un centro di 350 abitanti dove viene anche eletto Sindaco.

In quello stesso anno, e dopo un tento suicidio, inizia anche a viaggiare per l'Europa. A Parigi, rimarrà per tre mesi, rimanendo affascinato dai teatri, dai circoli , dal Parlamento e soprattutto per la politica francese apprezzata per la sua concretezza. Dopo aver lasciato, la capitale francese, si reca a Londra, ma l'ambiente e gli usi inglesi lo deluderanno profondamente. Visiterà, anche la Svizzera, il Belgio e alcuni stati germanici. 

Nel 1841, dopo aver dato avvio ad importanti riforme agricole nel suo possedimento di Grinzane, fonda l'Associazione Agraria che, nel giro di pochi anni, diventa il punto di riferimento per tutti quei proprietari terrieri piemontesi che si battevano per una riforma liberale dello Stato. 

Grazie a quest'esperienza intellettuale e culturale, Cavour, fonda nel 1846, il quotidiano "il Risorgimento" che lo faranno conoscere all'interno e all'esterno del Regno. La sua popolarità è tale che nelle prime elezioni del Parlamento Subalpino del 1848 riuscirà a farsi eleggere.  Le prime uscite del Cavour, uomo politico, sono caute. Infatti, la sua stessa posizione è molto fragile in quanto contestato sia dalla sinistra sia dalla destra. I primi, vedevano in quel deputato il solito nobile legato agli ambieti reazionari mentre, i secondi, lo considervano un rivoluzionario che voleva, tramite le sue riforme, mettere in discussione i fondamenti della società.

Ma ben bresto, grazie anche alla sua naturale determinatezione e alla abilità oratoria, viene ad assumere le fila della corrente moderata del partito conservatore ed in questa veste non risparmierà dure critiche al governo di Massimo D'Azeglio, anche egli proveniente dallo stesso partito. Proprio per evitare l'ascesa di un potenziale concorrente, che quet'ultimo, chiamerà Cavour a diventare ministro del suo governo.

Questo atto segna l'inizio dell'esperienza governativa. 

Il 4 Novembre 1852, Vittorio Emanuele II, chiamerà lo stesso Cavour a formare il suo primo Governo, destinato a rimanere in carica fino al compimento dell'unità nazionale. Inzia, per il Regno di Sardegna, un epoca di trasformazione e di ammodernamento. Vengono promesse riforme, nel campo dei trasporti, dell'agricoltura e dell'esercito, tutto sembra ormai pronto per fare di questo piccolo e antico Stato la guida sotto la quale si sarebbe formata la moderna nazione italiana.

Cavour, non trascura la politica estera, durante la conferenza di Parigi, convocata a seguito della guerra di Crimea, al quale il Piemonte aveva partecipato con un proprio contingente, pone al centro del dibattito internazionale la questione dell'unificazione italiana, con grande disappunto dell'Austria. Questo primo successo internazionale, pemette al primo ministro italiano, di rafforzare i legami con la Francia di Napoleone III e il 20 Luglio 1858, viene firmato un accordo segreto di collaborazione militare tra la Francia e il Regno di Sardegna. In base a questo patto, all'apertura delle ostilità da parte dell'Austria, la Francia avrebbe messo sul terreno duecentomila uomini, il Piemonte, centomila, e il comando supremo sarebbe stato detenuto dall'Imperatore dei Francesi, il quale a guerra finita avrebbe avuto Nizza e la Savoia in cambio.

Nell'Aprile del 1859, iniziano le ostilità tra i Franco-Piemontesi e gli Austriaci, che si concluderanno nel Giugno di quello stesso anno con l'Armistizio di Villafranca, presso Verona. A seguito di questo trattato la Lombardia, viene annessa al Piemonte e, in poco tempo anche a causa di sollevazioni popolari nel centro italia, anche l'Emilia, la Romagna e la Toscana. Il processo unitario è appena iniziato, il 5 Maggio 1860, da Quarto, presso Genova, Garibaldi parte alla conquista del Regno delle due Sicile. Il 2 Marzo 1861, a Torino, viene solennemente proclamato il Regno d'Italia. 

Cavour, che direttamente o indirettamente, ha collaborato a questo risultato sente ormai vicina la propria fine. Il 4 giugno 1861, al ritorno da una cena, viene colpito da una improvvisa febbre, probabilmente dovuta a malaria, nel delirio parlava di leggi, riforme e di opere pubbliche da realizzare. Il giorno dopo a Vittorio Emanuele II che gli fa visita gli ricorda quali sono i doveri di un sovrano costituzionale che :"Noi abbiamo fatto abbastanza; noialtri abbiamo fatto l'Italia". Il 6 Giugno 1861, a cinquantun anni, si spegneva serenamente quello che il Primo Minstro Inglese Peel:" l'uomo di Stato più illustre tra quelli che abbiano retto i destini di una Nazione europea nella via della libertà costituzionale".













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